Noleggio auto con conducente

Italiano - English

Tour Montecarlo - Eze 4h / 8h

Una visita nel lusso e nei paesaggi mozzafiato nel punto di partenza della Costa Azzurra. Cornice di numerosi film, eventi sportivi ed occasioni mondane; un teatro da non perdere se si capita nelle vicinanze.

PRINCIPATO DI MONACO

Abitata fino dai tempi preistorici, la Rocca di Monaco ed il porto naturale rappresentarono un sicuro rifugio per le popolazioni primitive. Dopo i Fenici, arrivarono i Greci e i Romani che vi si insediarono definitivamente nel 122 a.C..

Il Principato di Monaco nacque ufficialmente nel 1314, quando la famiglia Grimaldi creò la propria signoria in questo stato che in quel periodo sorgeva al confine della zona di influenza francese e quella italiana. Il principato fu protettorato della Spagna, poi del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia e infine della Francia.

La storia dello Stato di Monaco ebbe inizio con i contrasti fra due grandi fazioni di Genova: Guelfi e Ghibellini. Nel 1215 i Ghibellini costruiscono il castello, sede dell'attuale palazzo reale. Ma è l'8 gennaio 1297, quando il Guelfo Francesco "Malizia" Grimaldi s'impadronisce del castello, la data convenzionale di nascita dell'odierno Stato di Monaco.

Il 20 marzo 1848 Mentone e Roccabruna (l'attuale Roquebrune-Cap-Martin) che facevano parte del Principato di Monaco si dichiararono "città libere" sotto la protezione del Re di Sardegna. Fino al 1860 il Principato dunque comprendeva i comuni di Monaco,Mentone e Roccabruna (gli ultimi due, costituitisi, come detto, in città libere nel 1848, appartenevano al Principato di diritto); dal1860 (anno in cui, con un plebiscito, Menton e Roquebrune votarono l'annessione alla Francia) al 1911 era invece formato dal solo comune di Monaco-Ville; tra il 1911 e il 1917 fu diviso nei tre comuni di Monaco-Ville, Monte-Carlo e Condamine. Dopo il 1917 i tre comuni vennero di nuovo accorpati nell'unico comune di Monaco-Ville, all'interno del quale costituirono dei quartieri (quartiers, talvolta chiamati sezioni o settori urbani).

Il sovrano Carlo III fu il primo a voler fare del Principato un luogo di turismo d'élite, approfittando anche della realizzazione della linea ferroviaria, con la creazione di una casa da gioco e della Société des Bains de Mer, creata per valorizzare le belle spiagge mediterranee e il clima particolarmente mite del luogo.

Durante la Seconda guerra mondiale il principe Luigi dovette gestire l'occupazione italiana e tedesca, mantenendo comunque la neutralità.

La trasformazione radicale del paese si deve al principe Ranieri III (1923-2005) che salito al trono nel 1949, continuò nella politica di creazione di un polo turistico internazionale aumentando il territorio del Principato del 40%, sviluppando le aree di Larvotto eFontvieille (costruito negli anni settanta, su terre strappate al mare) e dando allo Stato leggi finanziarie e un'aura internazionale da "favola".

Nel 1956 viene celebrato il suo matrimonio con la celebre attrice statunitense Grace Kelly (1929-1982), scomparsa tragicamente in un incidente stradale.

La principessa Grace con la sua fama contribuì enormemente a dare al piccolo Principato una celebrità mondiale, richiamando attori da molti paesi e le personalità più note del jet-set internazionale, con eventi mondani e turismo di élite.

Dopo la morte di Ranieri III è attualmente regnante il figlio, il principe Alberto II.

La città è dotata di numerosi parcheggi sotterranei, che rendono agevole la sosta presso punti di affluenza quali lo stadio, la spiaggia, il Casinò, il Metropole, noto centro commerciale e alberghiero.

Un intero quartiere, Fontvieille (Fontevecchia), è sorto negli ultimi decenni interamente strappando la terra dalle acque del mare.

Durante i primi anni del XXI secolo è stato portato a termine un importante ampliamento del porto, che ora consente anche alle grandi navi da crociera di attraccare ad una banchina semi-mobile, in parte ancorata in acqua e in parte fissata alla terraferma. È stata inoltre allargata la passeggiata lungo il porto, per aumentare la superficie a disposizione dei box di Formula 1montati durante lo svolgimento del Gran Premio che si disputa nelle vie cittadine e che attira ogni anno decine di migliaia di appassionati.

Il casinò è forse il luogo più noto dell'intero Principato, ed è visitato da migliaia di persone che tentano la fortuna e da personaggi che soggiornano nell'esclusivo e vicino Hotel de Paris o presso il non meno noto Hermitage.

Il Grimaldi Forum, un centro di esposizioni in funzione da pochi anni, sorge in prossimità della spiaggia ed ospita numerose opere artistiche e concerti.

Famoso è anche il Museo Oceanografico, che si trova nella parte vecchia di Monaco, vicino al palazzo dei Grimaldi, voluto dal principe Alberto I; ospita numerose specie di pesci e anche esposizioni e mostre.

Di rilievo, è appunto anche il Palazzo dei Principi di Monaco (Palais Princier).

Notevole anche il giardino esotico, che ospita, tra l'altro, numerose specie di piante grasse. Al suo interno vi sono delle spettacolari grotte naturali, visitabili, ricche di stalattiti e stalagmiti. Una particolarità delle grotte è che il percorso, che inizia nel punto più alto del Principato, trova la sua massima profondità a diversi metri sotto il livello del mare.

Anche dal punto di vista medico, i monegaschi godono di ottimi servizi: oltre al moderno ospedale pubblico intitolato a Grace Kelly, vi trova posto un centro cardio-toracico privato di fama mondiale.

Un cenno particolare merita la sicurezza pubblica: nel Principato sono in servizio ben 1.500 agenti di polizia, gran parte dei quali pattuglia incessantemente (in auto o più spesso a piedi) le strade e i luoghi di maggior interesse turistico. È anche in funzione un vastissimo sistema di telecamere che mantiene in pratica sotto controllo l'intero abitato. L'eccezionale organizzazione dei servizi principali e, in generale, di tutto il contesto urbano, possono costituire motivo di grande interesse per il visitatore.

 

EZE

È inerpicandosi per i tornanti d’oro del suo nero percorso, per riprendere i termini di Stephen Liégard, l’inventore dell’espressioneCosta Azzurra, che il visitatore arriva alla città di Eza, lasciando alla sua sinistra il Sentiero di Nietzsche. È durante l’ascensione che il filosofo compose uno dei capitoli di Così Parlò Zarathustra.

All’entrata del villaggio, la Postierla del XIV secolo, nonostante i segni del tempo e le offese saracene e francesi, sembra ancora attendere gli eventuali assalitori. Un cannone del XIV secolo protegge la prima porta ad arco pieno. Dei merli tradiscono la presenza di bertesche sul cammino di ronda, raggiungibile da una scala situata proprio dietro la seconda porta, coronata da un arco spezzato. Provenzale, Eza passa alla Contea di Savoia nel 1388. Da allora ne seguirà il destino. Nel 1543, Eza subisce l’offensiva della flotta ottomana di Solimano il Magnifico, alleato di Francesco I. Durante i secoli XVII e XVIII, il villaggio sarà occupato e devastato più volte dall’esercito francese.

Per meglio scoprire Eza, bisogna lasciarsi guidare dall’istinto, fidarsi degli aromi di un gelsomino per trovarsi in uno dei suoi vicoli inondati di sole, su frammenti del muro risalenti all’età del bronzo, di fronte ad oggetti in ferro battuto minuziosamente lavorati ai quali si aggrappa un’indisciplinata camelia o di fronte a pitture a trompe l’œil come le false persiane su di una facciata della Via Principale.

Tra tutte le case del villaggio, quella dei Riquier in Piazza Pianeta, si distingue per la porta ornata di bassorilievi. I Riquier, originari diNizza, furono tra i primi signori di Eza, ed il villaggio fu il loro più antico feudo fuori Nizza. La loro dominazione durò da XIII al XIV secolo. Nel 1930, uno degli ultimi proprietari di Casa Riquier ha collocato la Fontana all’italiana, il cui rifornimento idrico restò per molto tempo a carico delle cisterne del villaggio. Bisognerà attendere fino al 1952 perché l’acqua arrivi alle case.

Eza accoglie altre notevoli dimore, e in particolare il Castello della Capra d’Oro (Château de la Chèvre d’Or) e il Castello Eza (Château Eza), antica residenza del principe Guglielmo di Svezia dal 1923 al 1953. I pianterreni, trasformati in boutiques e in ateliersdi artisti, servivano un tempo da cantine per i vini, o da stalla per il bestiame. Bisogna immaginare questi vicoli percorsi dagli asini di ritorno dai campi terrazzati della vallata dell’Aighetta, o di San Lorenzo d’Eza, carichi di fichi, di carruba, di olive e di agrumi quali i mandarini di Eza.

La cappella della Santa Croce, conosciuta anche con il nome di “Cappella dei Penitenti Bianchi”, datata 1306, sarebbe il più antico edificio del comune. È là che si riunivano i membri dell’ordine laico dei Penitenti Bianchi di Eza, incaricati di portare l’assistenza del villaggio alla Provenza fino alla fine del XIV secolo. In questa cappella, tra il 15 e il 16 aprile del 1860, gli abitanti votarono all’unanimità il ritorno del loro villaggio alla Francia. All’interno raccoglie oggi un ricco mobilio, e in particolare un crocifisso attribuito a Ludovico Brea.

La facciata spoglia della Chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione, iniziata nel 1764 e consacrata nel 1772, contrasta con la magnificenza della navata e del coro, che si caratterizzano per gli ornamenti barocchi e le pitture trompe l’œil (pitture che ingannano l’occhio). All’interno, una croce egiziana ricorda che Eza (in latino Isia) affonda le sue radici nei misteri della dea Iside. Secondo la tradizione i Fenici vi avrebbero eretto un tempio in suo onore. Nel piccolo cimitero disposto sulle terrazze di fronte alla vallata dell’Aighetta, riposa dal 1974 l’attore e umorista Francis Blanche.

In vetta al villaggio, a 429 metri sul livello del mare, si può gustare uno dei panorami più eccezionali della riviera. Il profilo dei cactus e le vestigia del castello si stagliano nel cielo. Quest’ultime testimoniano lo zelo con il quale i soldati di Luigi XIV smantellarono questa fortezza quasi circolare disposta su vari livelli. Il Giardino Esotico, creato nel 1949dall’ingegnere agronomo Jean Gastaud, raggruppa un centinaio di varietà di piante. Le sue agavi, aloe, euforbie e cactus (tra i quali l’Opuntia, con le sue spine traslucide che riflettono la luce mediterranea) s’incrociano e si riproducono in mezzo a queste aride rovine che sembrano illustrare a loro modo il motto del comune: Moriendo Renascor (Morendo Risorgo).

A partire da € 300,00  - Per info e prenotazioni compila il form nella sezione preventivo

Noleggio auto e minivan con conducente dal costo equiparato